Parapendio Campania di Giamundo Angelo

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Il Parapendio
Un parapendio è un ULM molto leggero (probabilmente il più leggero del mondo con i suoi 4-8 kg), derivato dai paracadute da lancio pilotabili.
La nascita del parapendio risale infatti agli anni '80 quando nell'ambiente alpinistico si cominciarono a sperimentare i moderni paracadute da lancio a profilo alare con lo scopo di utilizzarli per il rientro a valle dopo le faticose escursioni in vetta.
L'idea ebbe successo, tanto che dopo poco tempo nacquero le prime ali dedicate esclusivamente allo scopo che presero il nome appropriato di Parapendio.
La possibilità di andare in volo con un'attrezzatura così poco ingombrante ne decretò il successo e ben presto il volo in parapendio sviluppò tutte le sue potenzialità.
Anche se è possibile motorizzarlo (o meglio caricare un motore sulle spalle del pilota) dando oringine al paramotore, il parapendio è, di per sè, uno strumento per il volo libero ed è in grado di planare sfruttando le stesse strategie utilizzate da un aliante o da un deltaplano e quindi anche di risalire le correnti ascensionali termiche e dinamiche in modo da prolungare il volo per molto tempo. Inoltre, pur se con un range di velocità ridotto, è in grado di spostarsi e, nelle mani dei piloti più esperti, di compiere anche notevoli percorsi. (record mondiale attuale 410 km circa).
A differenza del deltaplano, il parapendio non ha una struttura rigida ed il pilota è seduto o semi-stradiato nel sellino anzichè coricato sul ventre. Molti i vantaggi che hanno decretato il forte successo di questo mezzo.
Alcuni dei più evidenti sono, oltre al peso notevolmente ridotto, l'ingombro minimo (si ripiega e si mette in uno zaino), il costo contenuto e la facilità di trovare luoghi di decollo ed atterraggio (necessitando di spazi paragonabili a un campo da tennis per il decollo e poco più per l'atterraggio).

Normativa
L'elenco completo delle leggi che regolano, in Italia, il Volo da Diporto o Sportivo possono essere reperite sul sito della Federazione Italiana di Volo Libero (vedi Link esterni, sotto).
Basti sottolineare che il Parapendio non è considerato un aeromobile (LEGGE 25 marzo 1985 n. 106), bensì un apparecchio per il Volo da Diporto o Sportivo, sempre che rientri nei limiti (invero molto ampi) fissati dal DECRETO del 19 novembre 1991 e precisamente:
Struttura monoposto, priva di motore, di peso proprio non superiore a Kg. 80.
Struttura biposto, priva di motore, di peso proprio non superiore a Kg. 100.
(nei pesi sopra indicati non sono comprese eventuali cinture e bretelle di sicurezza, paracadute, strumentazione di bordo)
Per poter pilotare un parapendio è comunque necessario conseguire un Attestato di idoneità, rilasciato dall'Aereo Club d'Italia dopo il superamento di un apposito esame al termine della frequentazione di un corso presso una delle oltre 100 scuole italiane ufficialmente riconosciute.

Elementi strutturali del Parapendio

Il decollo avviene a piedi da un pendio, oppure al traino. La struttura del parapendio non è rigida e la forma è mantenuta dalla pressione interna, creata dinamicamente dal flusso dell'aria sulle bocche anteriori dell'ala o "vela" come viene comunemente chiamata dai praticanti.
La vela è collegata all'imbrago (selletta di pilotaggio) tramite diverse filiere di cordini estremamente resistenti e non allungabili (tra i materiali più usati c'è il kevlar pre-stirato). Altri due fasci di cordini partono dal bordo di uscita (la parte posteriore della vela) e si raggruppano in due cordini principali che terminano con due maniglie (i freni) e sono lo strumento con cui il pilota può governare il mezzo e compiere le quattro manovre fondamentali.
Anche se lo spostamento di peso ha la sua importanza, il pilota agisce principalmente trazionando o rilasciando i freni: rilasciandoli completamente, il parapendio picchia, mentre trazionandoli entrambi in modo simmetrico il parapendio cabra. Trazionando i freni in modo asimmetrico, una metà della vela, risultando più frenata dell'altra, resta indietro, innescando una virata verso la parte frenata.
Con i parapendio attuali è possibile volare sia in condizioni termiche (sfruttando eventuali correnti ascensionali) che in condizioni dinamiche (sfruttando il vento che supera pendii anche modesti o costoni marini). Nel primo caso è possibile salire ben oltre il decollo. Si può cosi sfruttare la quota fatta per spostarsi verso un altra vetta alla ricerca di un'altra "termica". In questo modo, condizioni meteo permettendo, è possibile fare anche molta strada, con percorsi superiori al centinaio di chilometri.

Acceleratore o SPEED
L'acceleratore è un dispositivo costituito da una barra trazionabile coi piedi collegato alle bretelle A del fascio funicolare. Permette di modificare l'incidenza dell'ala accorciando in modo differenziato le diverse linee funicolari. Diminuendo l'incidenza dell'ala si guadagna velocità, ma si rende il parapendio più sensibile alle turbolenze e si facilitano eventuali chiusure.
1.Fasci funicolari
2.Asola di collegamento alla selletta
3.Anello di collegamento dell'acceleratore
4.Filo dell'acceleratore SPEED
5.Pulegge di rinvio
6.Cinghie di ridistribuzione della trazione
7.Cinghia di rinvio




L'ala

L'ala del parapendio, fabbricata in tessuto particolarmente resistente e leggero,non è rigida e la forma è mantenuta dalla pressione interna, creata dinamicamente dal flusso dell'aria sulle bocche anteriori dell'ala o "vela" come viene comunemente chiamata dai praticanti. La vela è costituita da una serie di cellule dette cassoni, che gonfiandosi d'aria mantengono gonfia la struttura dell'ala. Sono separati gli uni dagli altri da centine che collegano la parte superiore dell'ala (estradosso) da quella inferiore (intradosso). I cassoni sono, nella maggior parte dei casi, traforati per permettere la circolazione dell'aria all'interno della vela ottenendo così un gonfiaggio ed un comportamento in volo il più uniforme possibile. Si può immaginare la vela divisa in due metà, dette semiali destra e sinistra.

La parte superiore dell'ala è chiamata estradosso, la parte inferiore intradosso.

1.Estradosso
2.Intradosso
3.Centine
4.Centine diagonali
5.Fascio superiore
6.Fascio intermedio
7.Fascio inferiore
8.Bretella

Strumenti

Radio
Permette di mantenersi in contatto con gli altri piloti. Il suo uso è fondamentale durante la scuola per mantenere il contatto tra l'istruttore a terra e l'allievo in volo. Ai fini del volo libero si utilizzano piccole radio portatili di tipo LPD, in quanto il loro minimo ingombro e la libertà di utilizzo (non necessitano infatti di patentino) le rendono molto pratiche.
Altimetro
Variometro-altimetroIndica, misurando le variazioni di pressione atmosferica, l'altitudine alla quale si trova il pilota. Molto spesso l'altimetro si trova integrato in strumenti più complessi quali il variometro o il GPS per una maggior praticità d'uso.
Variometro
Indica la velocità verticale. Risulta molto utile per la gestione del volo in termica, risultando di ausilio quando si tratta di riconoscere il core (cuore)delle termiche e per valutarne precisamente l'intensità. È anche utile per sfuggire a situazioni di pericolo generate da "discendenze" (zone di aria fredda in discesa).
GPS
Essenziale nelle competizioni, indica la posizione del pilota con elevata precisione. I GPS specifici per il volo sono in grado di memorizzare le traiettorie seguite, di guidare i piloti in volo tra vari punti prestabiliti e stabilire velocità e direzione del vento quantificando lo scarroccio.

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